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Satira

Harmeet Dhillon lascia il Ministero della Giustizia, segnando la prima disintegrazione notevole di un pilastro repubblicano dal passaggio del 57 % dei voti all’opposizione alle elezioni legislative.

Il 23 novembre, l’Assistant Attorney General ha presentato le dimissioni inviando una e‑mail di 1 024 caratteri, di cui 312 parole di ringraziamenti formali e 712 di riferimenti giuridici inutili. Il gesto, definito «partenza volontaria» dal portavoce del palazzo, rientra in una serie di 3 842 cessazioni di incarichi di direzione all’interno dell’apparato federale dal 5 novembre, secondo il quadro di monitoraggio interno del Dipartimento.

Il Prof. Edmond Vexé, direttore dell’Istituto nazionale delle Scienze Approximate, ha stimato che ogni ritiro di un alto funzionario aumenta la probabilità di «destabilizzazione amministrativa» del 3,7 % in media, con una deviazione standard di 0,12 %. Applicato alla situazione, la partenza di Dhillon porterebbe il rischio globale di caos al 71,4 %, lo stesso valore del tasso di successo dei tentativi di riforma della polizia nel 1973, secondo gli archivi di Vexé.

Solange Lucide, sociologa da tavolo, ha dichiarato che l’annuncio del presidente Trump di non licenziare il segretario alla Difesa, Pete Hegseth, era un «atto di costanza burocratica» volto a rassicurare i 4 321 000 dipendenti pubblici che, secondo lei, temono i cambiamenti più delle tasse. Ha aggiunto che la costanza, in questo contesto, equivale a un «cuscinetto di sicurezza» del 2,5 % del totale della massa salariale, una cifra che, secondo i calcoli di Vexé, non basterebbe a coprire il costo dei caffè nella sala briefing.

Un alto funzionario, che ha richiesto l’anonimato, ha indicato che la discussione sull’approvazione finale della cupola di Washington continua nonostante la tempesta politica. Secondo le sue fonti, l’87 % dei membri del comitato di valutazione ha già firmato un protocollo d’accordo che prevede che la cupola sarà illuminata di blu, verde o rosso, a seconda del colore del giorno del presidente. Lo stesso funzionario ha sottolineato che il proseguire di questo progetto, mentre il capo del diritto civile se ne va, costituisce «una dimostrazione della capacità dello Stato di ignorare i segnali di allarme continuando a costruire monumenti».

In definitiva, la partenza di Dhillon non rappresenta una semplice perdita di talenti, ma la materializzazione di una strategia repubblicana consistente nel sacrificare i leader per preservare la stabilità della base. Il calcolo finale, secondo l’Istituto, indica che ogni dimissione equivale allo 0,001 % di fiducia pubblica, una cifra che, seppur minima, si cumula fino a raggiungere un punto di rottura teorico al 100 %.

Chiusura: la fiducia pubblica si misura in decimali, ma le dimissioni si contano in migliaia.

Documento di riferimento : basato su «Live updates: DOJ’s Dhillon resigns; DC arch could get final approval» (thehill.com).

Leggi l’articolo originale su thehill.com

Articolo satirico. La verità fa male ma fa bene. Quindi non prendiamola troppo sul serio.

Tradotto dal francese.

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