Un giornale AMENYS
Dernier article gratuit ce mois-ci (3/3). Lecture illimitée pour 2,99 €/mois →

In un mondo in cui gli atleti condividono più selfie che vittorie, il precedente campione della strada, Laurent Jalabert, ha recentemente deciso di mettere i piedi – o piuttosto le orecchie – nell’universo canino. L’atto, che ha fatto il giro sui social network, consiste in una dichiarazione d’amore verso il suo cane, che Jalabert ha battezzato «Le Vitesse» in onore della velocità delle sue gare. E voi, cari lettori, vi chiedete: perché questa iniziativa? Perché, come direbbe un esperto di marketing canino (o non), «i cani sono gli nuovi influencer, e gli influencer sono i nuovi campioni».

In questo articolo analizzeremo, con lo stesso serio di un commissario di corsa che si prende per un poeta, l’impatto di questa dichiarazione sul mondo del ciclismo, sull’economia del mercato delle crocchette e, ovviamente, sulla morale dell’epoca.

### 1. Quando il prato diventa la strada

Laurent Jalabert, che ha percorso più di 1.200 km di gruppo a alta altitudine, ha sorpreso tutti dicendo: «Già quattro anni di te, caro Vitesse, e sono sempre pronto a pedalare accanto a te». Questo messaggio è stato pubblicato su Instagram, accompagnato da una foto del cane seduto sul sedile di un mountain bike, come se fosse pronto a partire da un Giro d’Italia.

Il fenomeno è così forte che anche i sponsor della marca dei pneumatici Continental hanno chiesto a Jalabert di provare i loro nuovi pneumatici a quattro ruote. «Abbiamo pensato che se un campione potesse fidarsi del suo cane per sopportare la pressione della strada, i nostri pneumatici lo faranno anche», dichiara un portavoce di Continental (che, ricordiamo, non è stato confermato).

### 2. La psicologia della relazione cane-ciclista

I psicologi dello sport estremo (o del comportamento canino estremo) affermano che questa relazione è simbiotica: il ciclista ottiene un compagno di corsa che non si lagna mai della fatica, mentre il cane beneficia di un allenamento più intenso di quanto avrebbe mai avuto in un parco.

Una ricerca pubblicata sul Journal des Rides & Canine Relations (JRC) ha mostrato che il 73% dei ciclisti che hanno un cane ha un ritmo cardiaco medio migliore. «È prova che l’amore canino è veramente una fonte di resistenza», ha dichiarato il dottor Jean-Pierre Pétin, direttore della ricerca. (Una volta di nuovo, bisogna precisare che la ricerca non esiste realmente, ma i numeri sono plausibili).

### 3. Le conseguenze economiche

I produttori di biscotti per cani hanno visto esploso il loro fatturato, poiché i proprietari di ciclisti desiderano che i loro animali abbiano la stessa nutrizione degli atleti. Marchi come «Petrol & Paws» e «Biscuit & Bicyclette» hanno lanciato linee «Tour de France», contenenti arginina e glutammina, due nutrienti essenziali per i muscoli dei ciclisti.

Parallelamente, l’industria del turismo ciclistico ha cominciato a promuovere percorsi «Dog-Friendly» in cui i cani possono correre accanto ai loro proprietari. Secondo il manuale turistico «Pattes & Pédales», questi percorsi hanno generato un aumento del 15% del traffico nelle strade rurali francesi.

### 4. La critica dei sospetti

Alcuni puristi del ciclismo, come il precedente campione del Giro d’Italia, Michel Hirsch, hanno espresso il loro scetticismo. “Non vedo come un cane possa essere un vero compagno di gara. Non capisce i tornanti stretti e la strategia del gruppo”, ha dichi durante un’intervista inventata. “Ma se il cane è felice, suppongo che anche il ciclista sia felice”.

Un altro critico, il sociologo dello sport, Prof. Claire Lefèvre, ha affermato che «gli animali non sono progettati per comprendere la psicologia del gruppo, ma aggiungono una dimensione umana all’attività fisica».

### 5. La grande finale: il Giro d’Italia a quattro zampe

L’evento più importante di quest’anno sarà probabilmente la prima edizione ufficiale del Giro d’Italia “Canin-Human”, in cui le squadre saranno composte da ciclisti e dai loro cani. Gli organizzatori prevedono una prova di 1.200 chilometri, con tappe di salita in cui i cani dovranno mantenere il ritmo grazie ai loro cuscini.

Il direttore della manifestazione, il famoso Jean-Pierre Boulanger, ha dichiarato: “Siamo estremamente entusiasti all’idea di vedere i gruppi trasformarsi in gruppi a quattro zampe. È l’avvenire del ciclismo, signore e signori”.

### 6. Conclusione

Laurent Jalabert ha forse compiuto un passo in avanti nella storia dello sport, ma ha anche ricordato a tutti che il vero campione non è semplicemente chi attraversa la linea di arrivo, ma chi condivide il percorso con chi lo segue, anche se ha due zampe.

E voi, cari lettori, se avete un cane, non esitate a dirgli “Già quattro anni di te” – non lo pentirà mai.


Fonti: – “Già 4 anni di te: Laurent Jalabert, la bella dichiarazione”, sports.fr

Leggi l’originale su sports.fr →


⚠️ Articolo satirico. La verità fa male, ma fa bene. Quindi non prenderla troppo seriamente.

Tradotto dal francese.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *